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Pirandello o la scena della scrittura

PirandelloIl quinto libro della collana «Biblioteca minima» è Pirandello o la scena della scrittura, in uscita il 23 aprile 2012.

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Oggi, nell’epoca della post-modernità globale, parlare di classici appare ancora più difficile. Ci si chiede se i classici aiutino ad articolare il nesso fra identità e memoria, si elaborano diverse gerarchie, convergenti su pochi nomi certi, e quasi sempre Pirandello vi compare: ha raccontato in modo nuovo un tratto caratteristico del proprio tempo, muovendosi attraverso generi e stili diversi (poesia, romanzo, dramma, saggistica), mescidando sublime e volgare, tragico e comico, l’alto e il basso.

La fortuna di Pirandello si è consolidata dopo l’eclissi che va dalla sua morte (1936) alla riscoperta teatrale partita dai primi anni Sessanta con le riletture di Strehler (I giganti della montagna) e De Lullo (Sei personaggi in cerca d’autore, 1964), fino all’attuale posizione di classico permanente della letteratura del Novecento. Un ossimoro di lapidaria acutezza di Nino Borsellino lo definisce un «classico anomalo»: un’anomalia che riguarda non solo la qualità della sua opera, ma anche la fortuna critica, altalenante e costretta entro limiti definitori ridotti a veri e propri clichés. Negli ultimi decenni si è cercato di liberare Pirandello dalla museizzazione e dall’oblio, e soprattutto dal “pirandellismo”. La sua opera è il ritratto del rapporto drammatico col proprio tempo, e costituisce un punto di riferimento che ha il ruolo di presenza autentica.
Questo saggio di Francesco Giardinazzo, docente di Letteratura italiana all'Università di Bologna - sede di Forlì, ripercorre il tragitto problematico, a volte carsico, di uno scrittore che attinge alle proprie pagine prendendo e rielaborando in un divenire votato a un’opera interminata, perché in realtà mai definitivamente conclusa.
ISBN 978-88-89901-19-9
€ 14,50